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Sito ufficiale Gruppo Alpini di Calcio

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testi canzoni

Cento buoni motivi per cantare in compagnia...

TRENTATRÉ  
Dai fidi tetti del villaggio
i bravi alpini son partiti,
mostran la forza ed il coraggio
della loro salda gioventù.
Son dell'Alpe i bei cadetti;
nella robusta gioventù
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.
Oh valore alpino!
Difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
tien sempre alta la bandiera,
per il bel suol nostro italiano
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.  
Là tra le selve ed i burroni
là, tra le nebbie fredde e il gelo
piantian con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve.
E quando il sole brucia e scalda
le cime e le profondità
il fiero alpin scruta e guarda
pronto a dare "il chi va là?"
Oh valore alpino
difendi sempre la frontiera
e là sui confini
tieni sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

IL TESTAMENTO DEL CAPITANO   
Il capitan de la compagnia
e l'è ferito, sta per morir
e 'l manda a dire ai suoi Alpini
perchè lo vengano a ritrovar.

I suoi Alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar
«O con le scarpe o senza scarpe
i miei Alpini li voglio qua»

«Cosa comanda sior capitano
che noi adesso siamo arrivà».
Ed io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià:
Il primo pezzo alla mia Patria
secondo pezzo al Battaglion,
il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol.

Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor
l'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fìor.

MONTE CANINO   
Non ti ricordi quel mese di aprile,
quel lungo treno che andava al confine;
che trasportava migliaia di alpini:
- Su, su correte è l'ora di partir!-
Dopo tre giorni di strada ferrata
ed altri due di lungo cammino
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar.
Non più coperte, lenzuola, cuscini;
non più l'ebbrezza dei tuoi caldi baci
solo si sentono gli uccelli rapaci,
la tormenta e il rombo del cannon.
Alla mattina il tenente fa la sveglia,
il capitano raduna i plotoni,
e sulle cime degli alti burroni
là tutti insieme fucile sparò!
"Se avete fame guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano;
se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà."
E più di dieci ne ho visti cadere
e più di cento ne ho visti scappare;
là si sentivano, sentivan gridare:
- Su, su rendiamoci, se siam prigionier!-

IL TESTAMENTO DEL CAPITANO  
Il capitan de la compagnia
e l'è ferito, sta per morir
e 'l manda a dire ai suoi Alpini
perchè lo vengano a ritrovar.

I suoi Alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar
«O con le scarpe o senza scarpe
i miei Alpini li voglio qua»

«Cosa comanda sior capitano
che noi adesso siamo arrivà».
Ed io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià:
Il primo pezzo alla mia Patria
secondo pezzo al Battaglion,
il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol.

Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor
l'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fìor.

MONTE CANINO  
Non ti ricordi quel mese di aprile,
quel lungo treno che andava al confine;
che trasportava migliaia di alpini:
- Su, su correte è l'ora di partir!-
Dopo tre giorni di strada ferrata
ed altri due di lungo cammino
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar.
Non più coperte, lenzuola, cuscini;
non più l'ebbrezza dei tuoi caldi baci
solo si sentono gli uccelli rapaci,
la tormenta e il rombo del cannon.
Alla mattina il tenente fa la sveglia,
il capitano raduna i plotoni,
e sulle cime degli alti burroni
là tutti insieme fucile sparò!
"Se avete fame guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano;
se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà."
E più di dieci ne ho visti cadere
e più di cento ne ho visti scappare;
là si sentivano, sentivan gridare:
- Su, su rendiamoci, se siam prigionier!-

SUL PONTE DI PERATI  
Sul ponte di Perati bandiera nera,
è il lutto degli alpini che fan la guerra.
E' il lutto degli alpini che va alla guerra,
la meglio gioventù che va sotto terra.
Sull'ultimo vagone c'è l'amor mio
col fazzoletto in mano mi dà l'addio.
Col fazzoletto in mano mi salutava
e con la bocca i baci la mi mandava.
Quelli che son partiti non son tornati
sui monti della Grecia sono restati.
Sui monti della Grecia c'è la Vojussa
col sangue degli alpini s'è fatta rossa.
Alpini della Julia in alto i cuori
sul ponte di Perati c'è il Tricolore.

ERA UNA NOTTE CHE PIOVEVA  
Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento,
immaginatevi che grande
tormento per un alpino
che stava a vegliar.
A mezzanotte arriva il cambio,
accompagnato dal capoposto.
Oh! Sentinella ritorna al tuo posto
sotto la tenda a riposar.
Quando fui stato sotto la tenda
sentii un rumore giù per la valle,
sentivo l'acqua giù per le spalle,
sentivo i sassi a rotolar.
Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d'esser con la mia bella,
e invece ero di sentinella
a fare la guardia allo stranier.

SUL CAPPELLO
Sul cappello,
sul cappello che noi portiamo
c'è una lunga,
c'è una lunga penna nera
che a noi serve,
che a noi serve da bandiera
su per monti,
su per monti a guerreggiar.
Oilalà.
Evviva, evviva il Reggimento
Evviva, evviva il Corpo degli Alpin.
Su pei monti,
su pei monti che noi saremo
pianteremo,
pianteremo l'accampamento,
brinderemo,
brinderemo al reggimento,
viva il Corpo,
viva il Corpo degli Alpin.
Oilalà. Su pei monti,
su per monti che noi saremo,
coglieremo,
coglieremo le stelle alpine
per donarle,
per donarle alle bambine,
farle piangere,
farle piangere e sospirar.
Oilalà.
Farle piangere,
farle piangere e sospirare
nel pensare,
nel pensare ai begli Alpini
che fra i ghiacci,
che fra i ghiacci e gli scalini
van sui monti,
van sui monti a guerreggiar.
Oilalà.
Evviva, evviva il Reggimento
Evviva, evviva il Corpo degli Alpin.

LA MONTANARA
Lassù per le montagne,
tra i boschi e valli d'or,
tra l'aspre rupi echeggia
un cantico d'amor. (2 v.)

La montanara, ohè
si sente cantare
cantiam la montanara
per chi non la sa.
La montanara...
Lassù sui monti, tra i rivi d'argento
una capanna cosparsa di fior
era la piccola, dolce dimora
di Soreghina,
la figlia del sol.

SIGNORE DELLE CIME   
Dio del cielo, Signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna
Ma ti preghiamo su nel paradiso
Su nel paradiso lascialo andare
per le Tue montagne  
Santa Maria, signora della neve
copri col bianco soffice mantello
il nostro amico il nostro fratello
Su nel paradiso lascialo andare
per le Tue montagne
Dio del cielo, l’alpino ch’è caduto
ora riposa nel cuor della montagna.
Noi. Ti preghiamo, noi Ti preghiamo,
una stella alpina, una stella alpina,
lascia cadere dalle Tue mani.   

DOVE SEI STATO MIO BELL'ALPINO
 
Dove sei stato mio bell'alpino?
che ti ha cambià colore?
L'è stata l'aria del Trentino
chi mi ha cambià colore.
L'è stata l'aria dell'Ortigara,
Che m'ha fat cambià color!
Sul Monte Nero c'è una tormenta,
Che m'ha fat cambià color!
La sul Pasubio c'è un barilotto.
Che m'ha fat cambià color!
Sul Monte Grappa c'è una bombarda
Che m'ha fat cambià color!
E' stato il fumo della mitraglia
chi mi ha cambià colore.
Ma i tuoi colori ritorneranno
questa sera a fare l'amore.

LA PREGHIERA DELL'ALPINO  
Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai su ogni
balza delle Alpi ove la provvidenza ci ha posto
a baluardo fedele delle nostre contrade, noi,
purificati dal dovere pericolosamente
compiuto, eleviamo a Te, o Signore che
proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i
nostri figli e fratelli lontani e, ci aiuti ad
essere degni delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli
elementi, salva noi, armati come siamo di
fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,  
Fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste
vertiginose, sulle ritte pareti, oltre i crepacci
insidiosi
Rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera. E
Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu
che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza
e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti; Tu
che conosci e raccogli ogni anelito e ogni
speranza, di tutti gli Alpini vivi ed in armi,
Tu benedici e sorridi ai nostri battaglioni e ai
nostri gruppi.
Così sia.

VIENI VIENI MARCELLINA
Vieni vieni Marcellina
vieni vieni a fare l'amor
sentirai il tuo bel che canta
passionato per far l'amor.

Passionato per far l'amore
passionato a dare dei baci
sono cinque che m'han già lasciata
e anche il sesto mi vuol bandonar.  
E anche il sesto mi vuol bandonare
perché vecchia non sono più bella
perché vecchia non sono più quella
che 'na volta faceva l'amor.

Vieni vieni vieni vien...


SUL PONTE DI BASSANO
Sul ponte di Bassano,
noi ci darem la mano,
noi ci darem la mano
ed un bacin d'amor
Per un bacin d'amore
successer tanti guai.
Non lo credevo mai
doverti abbandonar.
Doverti abbandonare,
volerti tanto bene.
E' un mazzo di catene
che m'incatena il cuor...  
Che m'incatena il cuore
che m'incatena la vita,
oi mamma son tradita,
tradita nell'amor...
Tradita nell'amore,
tradita dagli amanti,
ne ho ingannati tanti,
ingannerò anche te.
Ed ho ingannato il primo,
il primo e poi il secondo,
se non si cambia il mondo
non me marido più.  

QUEL MAZZOLIN DI FIORI  
Quel mazzolin di fiori
che vien dalla montagna
e guarda ben che non si bagna
che lo voglio regalar.

Lo voglio regalare
perchè l'è un bel mazzetto,
lo voglio dare al mio moretto
questa sera quando 'l vien.

'Sta sera quando 'l viene
sarà una brutta sera
e perché sabato di sera
lui no l'è vegnù da me.

Non l'è vegnù da me,
l'è andà dalla Rosina
e perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar.
Mi fa pianger e sospirare
sul letto dei lamenti
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me.

Diran che son tradita,
tradita nell'amore
e a mi me piange il core
e per sempre piangerà.

Abbandonato il primo,
abbandono il secondo,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più.

OH DIO DEL CIELO
Oh Dio del cielo,
se fossi una rondinella,
vorrei volare, vorrei volare
in braccio alla mia bella.

Prendi quel secchio
e vattene alla fontana,
la c'è il tuo amore, là c'è il tuo amore
che alla fontana aspetta.  Prendi il fucile
e vattene alla frontiera,
la c'è il nemico, la c'è il nemico,
che alla frontiera aspetta.

ME COMPARE GIACOMETO
Me compare Giacometto
el gaveva un bel galeto,
quando el canta el verze el beco
che'1 fa proprio inamorar,
quando el canta el canta el canta
el verze el beco el beco el beco
che'l fa proprio proprio
proprio innamorar.
a un bel giorno la parona
per far festa agli invitati
la ghe tira el colo al galo
e lo mette a cusinar,
la ghe tira tira tira
el colo al galo galo galo
e lo mette mette mette a cusinar.

Le galine tutte mate
per la perdita del galo
le rebalta el caponaro
par la rabia che le gà,
le rebalta balta balta
el caponaro naro naro
par la rabia rabia rabia
che le gà.  

VARDA CHE PASSA  
Varda che passa
la vilanella
os-ce che bela,
la fá 'nnamorar.
E come bali bene bela bimba
bela bimba
bela bimba.
Varda quel merlo
dentro la gabbia
come che '1 canta
el fa innamorar.
E come bali bene bela bimba
bela bimba
bela bimba.
Guarda quel vecio
sotto la scala
guarda che bala
che 'l ga ciapà.
E come bali bene bela bimba
bela bimba
bela bimba.

LA DOSOLINA
La Dosolina la va di sopra
e la si mette al tavolino.
Solo per scrivere 'na letterina
e per mandarla al napolitan.
Napolitan l'è nà a Bologna
a cercarse la morosa
la Dosolina povera tosa
napolitano l'abandonò.  
Ma se ti trovo sola soletta
un bel baso te darìa
ma se ti trovo in compagnia
te l'ho giurato t'ammazzerò

LA MULA DE PARENZO
La mula de Parenzo - liolà
ha messo su bottega,
de tutto la vendeva; (2 v.)
la mula...
de tutto la vendeva
fora che baccalà.
E perché non m'ami più?
La me morosa vecia,
la tengo de riserva,
e quando spunta l'erba; (2 v.)
la me morosa....
e quando spunta l'erba
la mando a pascolar.
E perché..
La mando a pascolare
nel mese di settembre,
ma quando vien novembre; (2 v.)
la mando...
ma quando vien novembre
la mando a riposar.
E perché...
La mando a pascolare
insieme alle caprette,
l'amor con le servette; (2 v.)
la mando...
l'amor con le servette
non lo farò mai più!

E perché...  Se il mare fosse tocio
e le montagne polenta:
ohi mamma che tociade; (2 v.)
se il mare...
ohi mamma che tociade
polenta e baccalà!
E perché...

Se il mare fosse di vino
e i laghi de acquavita,
'briaghi per tutta la vita:(2 v.)
se il mare...
'briaghi per tutta la vita:
polenta e baccalà.
E perché...
Tutti mi dicono bionda,
ma bionda io non sono,
porto i capelli neri. (2 v.)
tutti mi dicono...
porto i capelli neri,
neri come il carbon.
E perché...
Sinceri ne l'amore,
sinceri ne gli amanti:
ne ho passati tanti (2 v.)
Sinceri...
ne ho passati tanti
e passerò anche te!
E perché...


PELEGRIN CHE VIEN DA ROMA  
Pelegrin che vien da Roma,
el va el biroc
cunt i scarpi rott ai pé,
el biroc el va, el biroc el va
pelegrin che vien da Roma
cunt i scarpi rott ai pé.

Non appena fu arrivato,
el va el biroc
all'osteria se ne andò,
el biroc el va, el biroc el va
non appena fu arrivato
all'osteria se ne andò.

Buona sera signor oste,
el va el biroc
ga 'na camera per me,
el biroc el va, el biroc el va
buona sera signor oste
ga 'na camera per me.

Camera ce n'è una sola,
el va el biroc
dove dorme mia muéé,
el biroc el va, el biroc el va
camera ce n'è una sola
dove dorme mia muéé.
Per maggiore sicurezza,
el va el biroc
metteremo un campanel,
el biroc el va, el biroc el va
per maggiore sicurezza
metteremo un campanel.





Mezzanotte era suonata,
el va el biroc
campanel s'è mi a sonà,
el biroc el va, el biroc el va
mezzanotte era suonata
campanel s'è mi a sonà.

Brutt purcel d'un pelegrin,
el va el biroc
s'ta ghe fai a mia múéé,
el biroc el va, el biroc el va
brutt purcel d'un pelegrin
s'ta ghe fai a mia muéé.

Se campassi anche cent'anni,
el va el biroc
pelegrin an tegni pú,
el biroc el va, el biroc el va
se campassi anche cent'anni
pelegrin an tegni pú.  

A MEZZANOTTE IN PUNTO   
A Mezzanotte in punto
ti aspetto alla fontana
saluto la mia mama
voglio venire con te.

Ed al chiaro, din don,
delle stelle, din don
tu mi parlavi d'amor
sei bella tra le belle
la delizia tu sei del mio cuor.

Voglio vestirmi da monaca
per ingannare gli amanti
ne ho ingannati tanti
voglio ingannare anche te.

Ed al chiaro, din don,
delle stelle, din don
tu mi parlavi d'amor
sei bella tra le belle
la delizia tu sei del mio cuor.

A mezzanotte in punto...  


OHI DELLA VAL CAMONICA  
Ohi de la Val Camonica,
noi suonerem l'armonica,
e balleremo un po'
e balleremo un po'.
E su e giù e per la val Camonica
la si sente, e la si sente,
e su e giù e per la val Camonica
la si sente che cantar.
Ricordi Ninetta quand'eri sul prà,
la luna, le stelle parlavan d'amor.
Oh che bel fior, oh che bel fior,
la luna, le stelle parlavan d'amor.
Ricordi i baci che ci siam dati
alla stagion dei fior,
cara morosa ti farò sposa
quando che tornerò.
Le donne e motori son traditori,
son fatti per dannar,
cara morosa sarai la mia sposa
quando che tornerò.
E su e giù e per la val Camonica
la si sente, e la si sente,
e su e giù e per la val Camonica
la si sente che cantar  

IL TUO FAZZOLETTINO  
Amor dammi, il tuo fazzolettino (3 v.)
vado alla fonte, lo voglio lavar.

Te lo lavo con l'acqua e sapone, (3 v.)
ogni macchietta un bacino d'amor.

Te lo stendo su un ramo di rose, (3 v.)
vento d'amore lo deve asciugar.  
Te lo stiro col ferro a vapore (3 v.)
ogni pieghina un bacino d'amor.

Te lo porto di sabato sera, (3 v.)
di nascosto di mamma e papà.

C'é chi dice l'amor non è bello (3 v.)
certo quello l'amor non sa far.  

CAMPAGNOLA BELLA  
All'alba quando spunta il sole
là nell'Abruzzo tutto d'or
le prosperose campagnole
discendono le valli in fior.
O campagnola bella
tu sei la reginella
negli occhi tuoi c'è il sole
c'è il colore delle viole
delle valli tutte in fior.
Se canti la tua voce
è armonia di pace
e si diffonde e dice
se vuoi vivere felice
devi vivere quassù.  Quand'è la festa del
paesello
con la sua cesta se ne va
trotterellando l'asinello
la porta verso la città.
O campagnola...
Ma poi la sera al tramontare
colle sue amiche se ne va
e tutte intente a raccontare
quel che ha veduto là, in città.
O campagnola ...

E LA DISS
E la diss che l'à 'l moros
l'è un vecio speocioss,
e l'ha la rogna...

E la diss che l'à un bel lett
quattro tole e un cavalet
la se rebalta ...

E la diss che l'à un anel
l'è na sciona de porsel
ligà col spago ...

E la diss che l'à 'na pita
l'è tre mesi che la schita
e no la ponde ...

E la diss che l'à i ociai
e son mi che i gh'ò imprestai
parchè l'e orba ...
E la diss che l'a 'l pigiama
l'è e mudande de so mama
tute rote ...

E la diss che l'a 'na gip
e l'è tuto un tricchetrach
de fil de fero ...

E me nona co a vedea
l'aeroplano la dixea:
«l'è el padre eterno»...

Vegnarà sto san Martin
con la ua e co al vin
farem 'na ciucca ...

San Martin l'è xa rivà
la tempesta la me a cucá
tuta la ua ...  

LA STORIA DEI GOBBONI
Gobbo so pare, gobba so mare,
gobba la fia e la sorella,
era gobba anca quella,
la fameia dei gobbon.
Ghe s'era in un paese
'na famiglia molto in voga,
i gavea tutti la goba,
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

Il gobbo Gedeone
la Geppina prende in sposa,
dalla gobba bianca e rosa;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

Geppina la gobetta
ha sposato Gedeone
dalla gobba a pungiglione;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

Celebrava il matrimonio
il canonico don Piero,
con la gobba fatta a pero,
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...
Al municipio firmarono
davanti al segretario,
gobbo come un dromedario;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

Nel mezzo della festa
son arrivati i suonatori,
eran gobbi anche lori;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...  


E dopo aver mangiato
e ballato la tarantella:
era gobba anche quella;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

E dopo nove mesi
è nato un bel bambino,
anche lui col suo gobbino;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

E dopo che fu morto
gli fu fatto una gran cassa,
con il buco per la gobassa;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

E dopo alcuni mesi
son nati i vermicelli:
eran gobbi anche quelli;
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

La dolorosa storia
l'è bella e terminata
co 'na gobba sterminata;
che nascon tutti tutti quanti,
per trentun generazioni,
maschi e femmine gobboni,
la fameia dei gobbon.
Gobbo so pare...

PIEMONTESINA  
Addio bei giorni passati
mia piccola amica ti devo lasciar
gli studi son già terminati
abbiamo finito così di sognar.
Lontano andrò, dove non so
parto col pianto nel cuor
dammi l'ultimo bacio d'amor.

Non ti potrò scordare Piemontesina bella
sarai la sola stella che brillerà per me
ricordi quelle sere passate al Valentino
col biondo studentino che ti stringeva sul
cuor.  Addio mio vecchio studente
di un giorno passato che adesso è dottor
io curo la povera gente
ma pur non riesco a guarire il mio cuor.
La gioventù non torna più,
quanti ricordi d'amor
a Torino ho lasciato il mio cuor

Non ti potrò scordare ...

O ANGIOLINA BELL'ANGIOLINA
O Angiolina, bell'Angiolina,
o Angiolina, bell'Angiolina,
innamorato io son di te,
innamorato da l'altra sera
quando venni a balar con te;
innamorato da l'altra sera
quando venni a balar con te.  
E la s'ha messo la veste rossa
e la s'ha messo la veste rossa
e le scarpete co' le rosette,
fate a posta per ben balar;
e le scarpete co' le rosette,
fate a posta per ben balar.

VA PENSIERO
Va pensiero sull'ali dorate
va ti posa sul clivi, sui colli
ove olezzano tepide e molli
l'aure dolci del suolo natal.
Del Giordano le rive saluta,
di Sionne le torri atterrate,
o mia patria, sì bella e perduta,
o membranza sì cara e fatal.  
Arpa d'or dei fatidici vati,
perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto riaccendi,
ci favella del tempo che fu.
O simile di Solima ai fati,
traggi un suono di crudo lamento.
O c'ispiri il Signore un concento
che ne infonda al patire, virtù...  

SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL
MONDO  
Donne, donne, donne
che l'amore trasformerà!
Mamme, mamme, mamme
questo è il dono
che Dio vi fa!

Tra batuffoli e fasce,
mille sogni nel cuor:
per un bimbo che nasce
quante gioie e dolor !

Son tutte belle le mamme del mondo
quando un bambino si stringono al cuor !
Son le bellezze d'un bene profondo,
fatto di sogni, speranze ed amor.

E' tanto bello quel volto di donna
che veglia un bimbo e riposo non ha !
Sembra l'immagine di una madonna,
sembra l'immagine della beltà.  
E gli anni passano, i bimbi crescono,
le mamme imbiancano, ma non sfiorirà
la loro beltà, la loro beltà.

E' tanto bello quel volto ...

Mamme, mamme, mamme,
quante pene l'amore vi dà:
ieri, oggi, sempre per voi mamme
non c'è pietà.

Ogni vostro bambino
quando uomo sarà
verso il proprio destino
senza voi se ne andrà...

Son tutte belle le mamme del mondo,
ma soprattutto più bella, tu sei,
tu che m'hai dato il bene profondo
e sei la mamma dei bimbi miei.  

COME PORTI I CAPELLI BELLA
BIONDA  
Come porti i capelli bella bionda,
tu li porti alla bella marinara,
tu li porti come l'onda
come l'onda in mezzo al mar.  
In mezzo al mar
ci sta i camin che fumano, (3v.)
saranno della mia bella
che si consumano...  

CIMITERO DI ROSE  
Sotto le cime di quegli alti monti
la mamma mia riposa tra i fior...
i fiori più belli e più profumati
di quelle montagne dove io sono nà!

Quando piccino sul letto di foglie
sempre dormivo accanto a lei
diceva: «Ricordati e portami un fiore
quando sarò anch'io vicino al tuo papà!»
La mamma è morta: io devo partire
devo partire e andar lavorar...
e devo lasciare i miei cari monti
come faremo a portarle quel bel fior...
Ho seminato un campo di rose
nel cimitero abbandonà...
La neve dei monti sciogliendosi al sole
di quel cimitero i fiori bagnerà!  

DORMI MIA BELLA DORMI
Dormi mia bella dormi
e fai la nanna
ché quando sarai mamma
non dormirai così ...

Tutti gli amanti passano
ma tu non passi mai
ti voglio bene assai
voglio morir con te.  
Dormi mia bella dormi
e fai riposo,
che quando avrai lo sposo
non dormirai così.

Tutti gli amanti passano
ma tu non passi mai.
ti voglio bene assai,
voglio morir con te.  

IL CACCIATOR DEL BOSCO
Il cacciator del bosco
mentre alla caccia andava
trovò una pastorella graziosa e bella
che il cacciatore s'innamorò.
La prese per mano
e la condusse a sedere;
dal gusto da piacere e dal godere
la pastorella s'addormentò.
Mente la bella dormiva
il cacciatore vegliava,
pregava gli uccelletti che non cantassero
perchè la bella potesse dormir.  Quando la
bella fu svegliata
il cacciatore non c'era
vile d'un traditore , d'un malfattore
anche nel sonno mi vieni a tradir.
Non sono un traditore,
nemmeno un malfattore,
son figlio d'un signore,
d'un gran signore
e son venuto per fare l'amor.

LA DOMENICA ANDANDO ALLA
MESSA  
La domenica andando alla messa
compagnata dal mio amatore
mi sorprese il mio genitore
monachella mi fecero andar,
oi si si, oi no no,
monachella mi fecero andar.

Dimmi che m'ami,
sono innocente come il sol
che risplende sul mare.  
Voglio dare l'addio all'amor
oi si si, oi no no,
voglio dare l'addio all'amor.

Giovanotti piangete, piangete,
m'han tagliato i miei biondi capelli,
tu lo sai eran ricci eran belli
giovanotti piangete con me.

LA DONNA MORA  
E mi la dona mora
la vorìa no!
Dona mora l'è traditora
e mi la dona mora
la vorìa no!
E mi la dona bionda
la vorìa no!
Tutti i veci ghe fa la ronda
e mi la dona bionda
la vorìa no!
E mi la dona rossa
la vorìa no!
Co l'è inverno ghe vien la giossa
e mi la dona rossa
la vorìa no!
E mi la dona bela
la vorìa sì!
La ga i oci che par 'na stela
e mi la dona bela
la vorìa sì!
E mi la dona bruta
la vorìa no!  

LA GIGIA L'E' MALADA  
La Gigia l'ei malada
ohimé, ohimé, ohimé, ohimé
l'ei malada ciamé 'l dotore
ciamé 'l dotore che la guarirà,
l'ei malada ciamé 'l dotore
ciamé 'l dotore che la guarirà.

'L dotore l'entra in camera,
oimè, l'entra in camera,
'l ghe tasta 'l polso:
la vostra figlia l'è malà d'amor.

O figlia, o cara figlia, oimè,
dimmi pure la verità,
chi l'è 'l papà di questo bel bambin.  

LA MIA MAMMA MI DICEVA
La mia mamma mi diceva,
non amar le donne bionde,
che son tutte vagabonde,
non mi sposerò mai più.

La mia mamma mi diceva,
non amar le donne more,
che son tutte traditore,
non mi sposerò mai più.  
La mia mamma mi diceva,
non amar la donna bruna
che ti porterà sfortuna,
non mi sposerò mai più.

LA STRADA DEL BOSCO
La strada del bosco
l'è lunga, l'è larga, l'è stretta;
l'è fatta a barchetta
l'è fatta per fare l'amor.

L'amore, lo faccio
lo faccio con la mia bella
mi sembra una stella,
una stella caduta dal ciel.  
Caduta dal cielo,
mandata, mandata da Dio;
oh, che bel paradiso
dormire una notte con te!

Di notte non dormo
di giorno di giorno cammino;
penso sempre al mio destino
che un giorno mi debbo sposar.  

LA VIEN GIU' DALLE MONTAGNE
La vien giù da le montagne
l'é vestita a la francese
da un bel giovane cortese
gli fu chiesto di far l'amor.

Lo ringrazio giovanotto,
lo ringrazio del buon cuore,
appartengo a un altro amore
che mi ama e mi vuol ben.  Vatten via, oh
sciagurata,
vatten via su le montagne.
A raccoglier le castagne
con gli agnelli a pascolar.

Sono nata in mezzo ai fiori,
tra i bei fiori di Vermiglio,
sono pura come un giglio,
come un giglio voi morir.  

VA L'ALPIN  
Va l'alpin su l'alte cime,
passa al volo lo sciator,
dorme sempre sulle cime,
sogna mamma e il casolar.
Fra le rocce e fra i burroni
sempre lesto è il suo cammin,
quanda passa la montagna,
pensa sempre al suo destin.
Pensa alpin al tuo destino,
c'è il ghiacciaio da passar,
mentre vai col cuor tranquillo,
la valanga può cascar.  
Pensa alpin la tua casetta,
che la rivedrai ancor,
c'è una bimba che ti aspetta,
orgogliosa del tuo amor.
Noi cantiamo una canzone,
la canzone degli alpin,
la cantiamo con orgoglio,
siam del corpo degli alpin.

VECCHIO SCARPONE
Lassù in un ripostiglio polveroso
fra mille cose che non servon più,
ho visto un poco logoro e deluso
un caro amico di gioventù,
Qualche filo d'erba
con fango disseccato,
fra i chiodi parea conservar,
era uno scarpone militar.
Vecchio scarpone
quanto tempo è passato,
quante illusioni fai rivivere tu.
Quante canzoni,
sul tuo passo ho cantato
che non scordo più.
Sopra le dune
del deserto infinito,
lungo le sponde accarezzate dal mar.
Per giorni e notti
insieme a te ho camminato,
senza riposar.  Lassù fra le bianche cime
di nevi eterne immacolate al sol,
cogliemmo le stelle alpine
per farne dono
ad un lontano amor.
Vecchio scarpone
come un tempo lontano,
in mezzo al fango
con la pioggia e col sol,
forse sapresti,
se volesse il destino
camminare ancor.
Vecchio scarpone,
fai rivivere tu
la mia gioventù

MONTE GRAPPA  
Monte Grappa tu sei la mia patria,
sopra te il nostro sole risplende,
a te mira chi spera e attende,
i fratelli che a guardia vi stan.

Contro te s'infranse il nemico
che all'Italia tendeva lo sguardo,
non si passa un cotal baluardo
affidato ad italici cuor.

Monte Grappa tu sei la mia patria,
sei la stella che addita il cammino,
sei la gloria, íl volere, il destino
che all'Italia ci fa ritornar.

O montagna per noi tu sei sacra,
giù di lì scenderanno le schiere
che irrompenti a spiegate bandiere
l'invasore dovranno cacciar.  
Ed i giorni del nostro servaggio
che scordammo mordendo il freno,
in un forte avvenir sereno,
noi ben presto vedremo mutar.
Le tue cime fur sempre vietate
per il pié dell'odiato straniero,
dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero
che pugnando più volte tentò.

La candida neve che d'inverno
ti ricopre di splendido ammanto,
tu sei puro ed invitto col vanto
che il nemico non lasci passar.

LA TRADOTTA
La tradotta che parte da Torino,
a Milano non si ferma più,
ma la va diretta al Piave,
cimitero della gioventù.

Siam partiti, siam partiti
in ventisette, solo in cinque
siam tornati qua e gli altri
ventidue son rimasti tutti a S.Donà.  
A Nervesa, a Nervesa c'è una croce,
mio fratello è sepolto là,
io ci ho scritto su Ninetto,
che la mamma lo ritroverà.

Cara suora, cara suora son ferito,
a domani non arrivo più,
se non c'è qui la mia mamma
un bel fiore me lo porti tu.  

MONTE PASUBIO  
Su la strada del Monte Pasubio,
lenta sale una lunga colonna,
bomborombom bom bomborombom,
L'é la marcia de chi non torna
de chi se ferma a morir lassù.
Ma gli alpini non hanno paura,
bomborombom bom bomborombom.
Su la cima del Monte Pasubio,
soto i denti ghé ze 'na miniera,
bomborombom bom bomborombom.  
Zé j alpini che scava e spera
de ritornare a trovar l'amor.
Ma gli alpini.....
Su la strada del Monte Pasubio,
zé rimasta soltanto 'na croce,
bomborombom bom bom orombom,
no se sente mai più 'na voce,
ma solo el vento che basa i fior.
Ma gli alpini ...

BENEDICI O MADONNA
Benedici o Madonna,
le giovani e vecchie
penne nere vigili
scolte alle frontiere.
Benedici o Madonna
le nostre madri.
le nostre spose e
i figli nostri lontani.
Benedici o Madonna
le nostre baite,
le limpide fonti ed
il mistero dei nostri monti.
Benedici o Madonna
le nostre montagne
le solinghe valli
ed i silenzi delle cime.
Veglia o Madonna
sul tricolore,
sui nostri capi,
e sulla nostra Italia.
Aiutaci o Madonna
nell'ora del pericolo
salva le nostre anime
donaci la pace,
la nostra pace. Così sia.  

APRITE LE PORTE
Aprite le porte
che passano che passano.
Aprite le porte che
passano i baldi alpin.
Come la marcia ben
la banda, la banda,
come la marcia ben
la banda degli alpin.  
Come la mi piace 'sta,
come la mi piace 'sta biondina
ma anche quella morettina
che la mi guarda dal balcon.
Come la marcia ben
la banda, la banda,
come la marcia ben
la banda degli alpin.

BARBE LUNGHE  
Barbe lunghe, penne al vento
sguardo d'aquila lontan, siamo
gli alpini del battaglione Trento
che i confini difendiamo.
La picozza nella mano,
saldo il côr ferrato il pié,
su gli sci arditi scivoliamo
e mai non trema in côr la fé.
Quando il cammin si fa più duro
non esitiam, non ci arrestiam.
Quando il cielo si fa scuro
allora noi ripartiam.
Freddo nevaio sconfinato,
dominato dai nostri sci.
Aspro ghiacciaio che in un
giorno tante vittime ghermì.
La nostra penna sarà sarà
quella che sull'Alpe guizzerà,
e una voce echeggierà,
viva i baldi viva i veci
del glorioso 6° Alpin.  

ALPINO DELLA JULIA  
Alpino della Julia
prendi le scarpe nuove,
quelle che porti ai piedi
nessuno più le vuole.

Mancan le stringhe,
non ci son più le suole.
Chi le ha rubate?
Il fango dell'Albania.

Oh veci che si morti
sui sassi de le Tofane,
ve par che semo staj
'n gamba anca noi altri?

I ne ciamava i santi dell'Albania
ma no xe vero, semo soltanto
i fioli vostri, i fioli
de le montagne dell'Italia.
Alpino della Julia
mostraci le tue mani,
una la sembra sana
ma l'altra marca visita.  
Mancan le unghie,
non ci son più due dita.
Chi le ha rubate?
Il ghiaccio della Russia.
Oh veci ....
La vostra strada scambiata
con la nostra strada de casa,
semo per sempre i fioli vostri,
i fioli de le montagne de l'Italia.

Alpino della Julia,
tua madre aspetta ancora,
dicevi di tornare,
non sei tornato più!
Lunga è la strada
che porta fin quassù,
chi ti ha rubato?
Il ghiaccio della steppa.

LA BELLA AL FOSSO
La bella la va al fosso
ravanei e remulaz
barbabietole spinas
tre palanche al mass,
la bella la va al fosso
al fosso a resentar.
la va al fosso a resentar.

O bell'alpin che passi,
ravanei e remulaz ...
o bell'alpin che passi
sù vienme accumpagna
sù vienme accumpagna.  
Mi si che vegnarìa,
ravanei, remulaz ...
Mi si che vegnarìa
per un bacin d'amor
per un bacin d'amor.

Per un bacin d'amore,
ravanei e remulaz ...
per un bacin d'amore,
ma poi ti dame el core
ma poi ti dame el core.


E SE SON PALLIDA  
E sul Cervino c'è una slavina
l'è la rovina di noi Alpin
E se son pallida nei miei colori
non voglio dottori, non voglio dottori
E se son pallida come na strassa
vinassa vinassa e fiaschi de vin.
Sul Monte Rosa c'è una colonna
l'è la Madonna di noi Alpin.
E in fondo valle c'è un'osteria
l'è l'allegria di noi Alpin.  
Là nella valle c'è una ragazza
che la va pazza per noi Alpin.
Là nella valle c'è la Rosina
l'è la rovina di noi Alpin.
La su quel monte c'è un buco nero
l'è il cimitero di noi Alpin.
Là nella valle c'è una casema
requiem eterna per chi ci sta.

IL VENTINOVE LUGLIO  
Il ventinove luglio
quando che matura il grano
è nata una bambina
con una rosa in mano.

Non era paesana
e nemmeno cittadina
è nata in un boschetto
vicino alla marina.

Vicino alla marina
dov'è più bello stare
si vede i bastimenti
a navigar sul mare.  Per navigar sul mare
ci vuole le barchette
per far l'amore di sera
ci vuole le ragazzette.

Le ragazzette belle
l'amor non lo san fare
noialtri baldi Alpini
ce la farem provare.

BOMBARDANO CORTINA  
Bombardano Cortina, ... oilà,
dicon che gettan fiori, ... oilà,
nemici traditori
è giunta l'ora, subito fora
subito fora dovete andar.

E proseguendo poi, ... oilà,
per Valle Costeana, ... oilà,
giunti sulla Tofana
su quella vetta la baionetta,
la baionetta scintillerà.

Non mancherà poi tanto ... oilà
che anche il Lagazuoi ... oilà
conquisteremo noi
l’artiglieria, Sasso di Stria,
Sasso di Stria, battuto avrà.

Son prese le “Tre Dita” ... oilà
il “Masarè” è già nostro! ... oilà
l’aquila ha perso il rostro
e già s’invola spennata e sola
spennata e sola là sul Caval.  
Fatta è la galleria! ... oilà
è pronta la gran mina! ... oilà
e una bella mattina a
anche Gigetto col Castelletto
col Castelletto per aria andò.

Giunti sul Canalone ... oilà
schierati i suoi soldati ... oilà
tiri ben aggiustati
la pasta asciutta vi fece tutta
vi fece tutta lasciare lì

Per Valle Travenanzes ... oilà
e Strada Dolomiti! ... oilà
v’ inseguiremo arditi,
e voi scappate finché arrivate
finché arrivate dal vostro Re.  

BERSAGLIERE HA CENTO PENNE  
Bersagliere ha cento penne,
ma l'Alpino ne ha una sola;
un pò più lunga un pò più mora
sol l'Alpin la può portar.

Quando scende la notte buia
tutti dormono laggiù alla Pieve
ma con la faccia giù nella neve
sol l'Alpin là può dormir.  
Su pei monti vien giù la neve
la tormenta dell'inverno
ma se venisse anche l'inferno
sol l'Alpin può star lassù.

Se dall'alto dirupo cade
confortate i vostri cuori
perchè se cade fra rocce e fiori
non gli importa di morir.  

DI QUA, DI LA' DEL PIAVE  
Di qua, di là del Piave ci sta un'osteria,
là c'è da bere e da mangiare
ed un bel letto da riposar.

Di qua, di là del Ponte ci sta una bella mora,
tutte le sere la resta sola,
la resta sola a far l'amor.

E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto
Oh, dimmi o bella se vuoi venire,
questa è l'ora d'andar dormir.  
Mi si che vegnerìa per una volta sola,
solo ti prego lasciami stare,
che son figlia da maridar.

S'eri da maridare dovevi dirlo prima,
sei sempre stata coi vecchi Alpini,
non se più figlia da maridar.

MONTENERO  
Spunta l'alba del sedici giugno
comincia il fuoco l'artiglieria
terzo Alpini è sulla via
Montenero a conquistar.
Monte Nero, Monte Nero
traditor della Patria mia
ho lasciato la casa mia
per venirti a conquistar.  
Per venirti a conquistare
ho perduto tanti compagni
tutti giovani sui vent'anni
la sua vita non torna più.

Il Colonnello che piangeva
a veder tanto macello:
- Fatti coraggio Alpino bello
che l'onore sarà per te. -  

MOTORIZZATI A PIE'  
Il sedici settembre
nessuno l'aspettava
la cartolina rosa,
ci tocca di partir.

Ci tocca di partire
con la tristezza in cuor
lasciando la morosa
con gli altri a far l'amor.

Da Udin siam partiti
da Bari siam passati
Durazzo siam sbarcati
in Grecia destinati.  Motorizzati a piè
la penna sul cappel
lo zaino affardellato
l'Alpino è sempre quel.

Ma pur verrà quel dì
che canterem così
finita questa naja
a casa divertì.

TA-PUM
Venti giorni sull’Ortigara
senza il cambio per dismontà
Ta-pum, ta-pum, ...

E domani si va all'assalto,
soldatino non farti ammazzar.
Ta-pum, ta-pum, ...
Quando poi si discende a valle
battaglione non hai più soldà.
Ta-pum, ta-pum, ...
Nella valle c'è un cimitero,
cimitero di noi soldà.
Ta-pum, ta-pum, ...
Cimitero di noi soldà,
forse un giorno ti vengo a trovar.
Ta-pum, ta-pum, ...
Ho lasciato la mamma mia,
l'ho lasciata per fare il soldà.
Ta-pum, ta-pum, ...
Quando portano la pagnotta
il cecchino comincia a sparar.
Ta-pum, ta-pum, ..
Battaglione di tutti i Morti,
noi giuriamo l'Italia salvar.
Ta-pum, ta-pum, ...

SUL RIFUGIO BIANCO DI NEVE
Sul rifugio bianco di neve
una luce pallida appar:
è Marisa che va lieve lieve:
veci alpini vi viene a trovar.

E' Marisa, che dopo il tramonto
col suo canto vi cullerà,
è la pallida fata dei monti:
col suo manto vi coprirà.

Se un alpino cade in montagna,
la fanciulla pianger vedrà.
Se una lacrima gl'occhi le bagna,
sulla neve un fior diverrà. Rocciatori, nel
nome di Trento
salutate il babbo per me
e salutate la bella bandiera
degli eroi che vanno a morir.

Lenta, lenta cade la neve
sul rifugio a biancheggiar:
sembra una stella caduta dal cielo
e il rifugio diventa un fior.

VALSUGANA  
Quando saremo fora
fora de la Valsugana,
noi andrem trovar la mamma
per veder come la sta.

La mamma la sta bene
il papà l'é ammalato
il mio bel partì soldato
chi sa quando ritornerà.  
Tutti me dis che lu 'l se gà
trovà n'altra morosa,
l'é 'na storia dolorosa
che mi credere non so.

Mi no la credaria ma
se'l fosse proprio vera,
biondo o moro ancor stasera
n'altro merlo troverò.  

FIGLI DI NESSUNO  
Figli di nessuno che noi siam,
tra le rocce noi viviam,
ci disprezza ognuno
perchè laceri noi siam!
Ma non ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar,
figli di nessuno che noi siam,
anche a digiuno sappiam marciar.  
Siamo nati chissà quando, chissà dove,
allevati dalla pura carità.
Senza padre, senza madre, senza nome,
noi viviamo come uccelli in libertà.

Figli di nessuno che noi siam ...


MONTE CAURIOL
Tra le rocce, il vento e la neve,
siam costretti la notte a vegliar,
il nemico crudele e rabbioso,
lui tenta sempre il mio petto a colpir.

Genitori piangete piangete,
se vostro figlio non dovesse tornar.
Vostro figlio è morto da eroe
sull'alte cime del Monte Cauriol.  
Il suo sangue l'ha dato all'Italia,
il suo spirto ai fiaschi del vin.
Faremo fare un gran passaporto
o vivo o morto dovrà ritornar.

PER MARITO DI VOGLIO DARE  
Per marito ti voglio dare,
se tu vuoi un bel fantoccio.
Ohi no, no cara mamma no,
la fanteria proprio no.
Tutta la notte il fantoccio
mi guarda solo l'occhio,
ohi no, no cara mamma proprio no,
la fanteria la voio no.
Per marito ti voglio dare
cara figlia un bersagliere.
No e poi no cara mamma no,
un bersagliere monta di corsa,
e ancor più sola io resterò.  
Figlia mia ti voglio dare
per marito un marinaio.
Ohi no, no cara mamma no
col marinaio combino un guaio,
no e poi no, cara mamma no,
un marinaio lo voglio no.
Figlia mia ti voglio dare
per marito un bell'alpino.
Ohi si, si cara mamma si,
il bell'alpino mi fa la scalata
ed alla fine sarò ben maritata.


SUL MONTE BIANCO E SUL CERVIN
 
Sul Monte Bianco e sul Cervin
che il sole indora in sul mattin.

O come è bello e dolce andar
su per le rocce arrampicar.  
E noi dell'Alpe siamo come le vedette
sempre pronti sulle vette e sui confin.

SUL MONTE BIANCO E SUL CERVIN
Sul Monte Bianco e sul Cervin
che il sole indora in sul mattin.

O come è bello e dolce andar
su per le rocce arrampicar.
E noi dell'Alpe siamo come le vedette
sempre pronti sulle vette e sui confin.

LA LEGGENDA DEL PIAVE  
Il Piave mormorava calmo e placido al
passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio:
l'esercito marciava per raggiunger la
frontiera
e far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: «Non passa lo straniero!».

Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciar il
tetto,
per l'onta consumata a Caporetto!
Profughi ovunque dal lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: «Ritorna lo straniero!»
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per
la fame

volea sfogare tutte le sue brame,
vedea il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Sul patrio suolo del nemico altero,
il Piave mormorò: «Indietro va, straniero!»

Indietreggiò il nemico fino a Trieste,
fino a Trento
e La Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, fra le schiere furon
visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'irnpiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde
e tacque il Piave si placaron l'onde.
Sul Patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la pace non trovò né oppressi, né stranieri.  

LA VIOLETTA  
E la Violetta la va la va,
la va sul campo, la s'era 'nsognada
che gh'era 'l so Gigin che la rimirava.

Perché tu mi rimiri, Gingin d'amor?
io ti rimiro perché tu sei bella,
se tu vuoi venire con me alla guerra.  
No no con te alla guerra non vuoi venir,
non voi venire con te alla guerra
perché si mangia male e
si dorme per terra.

MORETO MORETO
Moreto, moreto
l'è un bel giovineto
che porta capelli
a l'onda del mar.
Sull'onda del mare
la barca filava,
moreto chiamava:
Rosina vien qua.  
Sull'onda del mare
sull'onda del fiume
al chiaro del lume
l'amore si fa.
Amarti non posso
lasciarti nemmeno,
piuttosto veleno
per farti morir.  

LA MAMMA DI ROSINA
La mamma di Rosina era gelosa
(bim bom bam màcina ben che vien che va
Rosina dimmelo per carità)
nemmeno alla fontana
con gli occhi bianchi e neri
nemmeno alla fontana la mandava.
Un giorno la Rosina va al mulino
(bim bom bam màcina ben che vien che va
Rosina dimmelo per carità)
la va per macinare
con gli occhi bianchi e neri
la va per macinar farina fina.  Fa' veglia
molinaro che l'è giorno!
(bim bom bam màcina ben che vien che va
Rosina dimmelo per carità)
son qui da stamattina
con gli occhi bianchi e neri
son qui da stamattina ad aspettare.
Ma cosa t'è successo, mia Rosina?
(bim bom bam màcina ben che vien che va
Rosina dimmelo per carità)
Oh mamma non guardarmi
con gli occhi bianchi e neri
lo sai: chi va al mulino s'infarina.  

I DO GOBETI  
L'altra sera, do boti de note,
do gobeti se davan le bote
do gobeti se davan le bote
se taseve ve digo perchè.

Uno era 'l famoso Mattia
l'altro era 'l fabrica inciostro
che imbriago de sgnapa, 'sto mostro,
insultava l'amico fedel.  
El ga dito: Va' là te xe gobo,
l'altro allora g'ha dato risposta:
Se mi son gobo ti no te xe drito
drìo la schena te g'ha un botesel!

Se g'ha dito parole da ciodi
se g'ha dato careghe sul muso,
poi xe nadi a finire in quel buso
dove se beve un biccer de quel bon.  

E MI LA DONNA MORA  
E mi la dona mora la voria no!
dona mora l'è traditora.
e mi la dona mora la vorìa no.

E mi la dona bionda la vorìa no!
tutti i vèci ghe fan la ronda
e mi la dona bionda la vorìa no.

E mi la dona rossa la vorìa no!
quand l'è inverno ghe vien la giossa,
e mi la dona rossa la vorìa no.

E mi la dona bella la vorìa si!
La gh'a i oci la par 'na stella
e mi la dona bella la vorìa si.

E mi la dona brutta la vorìa no!  

E CADORNA MANDA A DIRE
E Cadorna manda a dire
che si trova là sui confini,
che ha bisogno degli alpini
per potersi avanzar.

Novantotto su coraggio
che le porte son bombardate
tra fucili e cannonate
il nemico cederà.  
Cara mamma non tremare
se non vedi più ritornare
un Alpino militare
che di guardia sui confin
un Alpino militare
che di guardia resterà.

AL COMANDO DEI NOSTRI
UFFICIALI  
Al comando dei nostri ufficiali
caricheremo cartucce a mitraglia
ma se per caso il colpo si sbaglia
a baionetta l'assalto farem.

Tu nemico che sei tanto forte
fatti avanti se hai del coraggio
e se qualcuno ti lascia il passaggio
noialtri Alpini fermar ti saprem.  
Pena giunti in terra straniera
incontrammo la buffa fanteria
che invocava Giuseppe e Maria
voialtri alpini veniteci a salvar.

O care mamme che tanto tremate
non disperate pei vostri figlioli
che qui sull'alpe non siamo noi soli
c'è tutta l'Italia che a fianco ci sta!  

EL MERLO GA PERSO EL BECO  
El merlo ga perso el beco
come faralo a contar, (bis)
el merlo ga perso el beco,
povero merlo mio,
el merlo ga perso el beco
come faralo a cantar!
El merlo ga perso l'ali
come faralo a cantar, (bis)
el merlo ga perso l'ali,
povero merlo mio,
el merlo ga perso l'ali
come faralo a volar!  
El merlo ga perso le sate
come faralo a saltar, (bis)
el merlo ga perso le sate,
pevero merlo mio,
el merlo ga perso le sate
come faralo a saltar!
El merlo ga perso el core
come faralo ad amar, (bis)
el merlo ga perso el core,
povero merlo mio,
el merlo ga perso el core
come faralo ad amar!  

LA BOMBA IMBRIAGA  
Quarantatrè giorni,
ca semo in trincea
magnar pane smarso,
dormire par tera.
Nissùn se ricorda
nissùni che scrive,
nissùn che tien nota
chi more e chi vive.

Ossst/regheta
chissà che 'ne riva
doman pì domani
'na bòta de vin
Ossst/regheta
ciapémo 'na bala
coi morti e coi vivi
struca li vizìn.

Silenzio sul fronte.
Qualcun ne prepara
un bel funerale,
con banda e con bara.
Silenzio, ecco el fis-cio;
l'ariva, la viene.
Doman sarà festa:
vestìve par bène.
Ossst/regheta
chissà che 'ne riva
doman pì domani
'na bòta de vin
Ossst/regheta
ciapémo 'na bala
coi morti e coi vivi
struca li vizìn.

Se snànara un merlo
nel ziel de cobalto.
Un boto, una sberla,
s-giantizi su un alto.
Se mai sarà ver
che ghe xe el padreterno,
'sta raza de bechi
va drita a l'inferno.

Ossst/regheta
se fusse nà bòta
se fusse nà bòta
ripiena de vin
Ossst/regheta
ma l'era una bomba
ma l'era una bomba
s-ciopà lì vizin
Bombà.  

NOI SOMA ALPIN
Noi soma Alpin
a n' piase 'l vin
gh'avem l'innamorada
'tacà al quartier.
Cantare e ber
fare l'amor
son per un vecio Alpin
un grand dover!  

OHI CAPOPOSTO
Ohi capoposto schiera la guardia
rendi gli onori ai vecchi soldà -
oilà, a casa si va -
vecchi soldati bravi artiglieri
che han terminato di fare il soldà.

Ohi congedanti due passi avanti
se un'altra firma volete far -
oilà, a casa si va  non c'è firma né
firmamento
questo è il momento a casa si va.

Ohi macchinista metti il carbone
quel macchinone fallo marciar -
oilà, a casa si va -
fallo marciar come un diretto
a casa presto voglio arrivar.

LA LUNGA PENNA NERA  
Ohi cara mamma i baldi Alpin van via
i baldi Alpin van via e non ritornan più
ohi si si cara mamma - no
senza Alpini come farò?

Guarda la luna come la cammina
e la scavalca i monti e la divora il pian
ohi si si cara mamma - no
senza Alpini come farò?
Guarda le stelle come sono belle
e sono le sorelle di noialtri Alpin ohi si si cara
mamma - no
senza Alpini come farò?

Guarda il sole come splende in cielo:
la lunga penna nera la si riscalderà
ohi si si cara mamma - no
senza Alpini come farò?

Guarda la neve, come scende lieve:
la lunga penna nera la si imbiancherà:
Ohi, si si cara mamma - no
senza alpini come farò?  

VAL PIU' UN BICCHIER DI DALMATO
 
Val più un bicchier di Dalmato
che l'amor mio, mio primo amor!

Amavo una ragazza dagli occhi azzurri
color del mar.  Non voglio amar più
femmine
perché son false nel fare l'amor.


LA LEGGENDA DELLA GRIGNA  
Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore,
cantava: Avere te voglio, o morire!
Lei dalla torre lo vedea salire.
Disse alla sentinella
che stava sotto il ponte;
Tira una freccia in fronte
a quello che vien su.
Il cavaliere cadde fulminato:
ma Iddio punì il peccato
e la guerriera diventò Grigna,
una montagna ripida e ferrigna.  Anche la
sentinella
che stava sopra il ponte
fu trasformata in monte
e la Grignetta fu.
Noi pur t'amiamo d'un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele,
e salendo ascoltiamo la campana
d'una chiesetta che a pregare chiama.
Noi ti vogliamo bella
che diventasti un monte
facciamo la croce in fronte
non ci farai morir.  

PASSA LA RONDA  
Appena giunti sul Monte Grappa,
là si sentivano le cannonate.
I nostri alpini son lì che battono
battaglione per battaglion.

Passa la ronda dei veci alpin:
e la risponde "fiaschi de vin"!

Nella notte nera nera,
soffia il vento e la bufera!
soffia il vento e la bufera:
passa la ronda a vigilar
passa la ronda a vigilar.
Piano, piano, mio bell'alpino:
devi usare precauzione.
scendi abbasso nel burrone
che il nemico sta ad aspettar.

Spettiam, cantiam da baldi alpini,
un sol grido, un sol pensier:
prendi la mia borraccia, bevi nel mio
bicchiere
insieme dobbiamo bere, insieme dobbiam
morir!

Soffrir, morir, dovete voi nemici!
questa è l'ultima vostra ora:
dalle man dei veci alpini è difficile scappar!
dalle man dei veci alpini è difficile scappar!
è difficile scappar!  

E' MORTO UN ALPINO
È morto un alpin, sulla montagna.
ritornava dal confin dopo la guerra:
ma quando l'alpin l'è cascà in terra
fu lì un angel del Trentin
che ghe diseva:
"O bell'alpino, alla tua casetta
manda un saluto: io'l porterò"
Allora l'alpin l'ha verti i oci:
ghe parea che l'angiol fosse lì vicino.
"Angel del cielo, l'ultimo mio baso
portemel caldo al mio tesor.
portemel caldo al mio amore"

E' morto un alpino!


PORTA UN BACIONE A FIRENZE
Partivo una mattina co'i' vapore
e una bella bambina gli arrivò.
Vedendomi la fa: Scusi signore!
Perdoni, l'è di' ffiore, sì lo so.
Lei torna a casa lieto, ben lo vedo
ed un favore piccolo qui chiedo.
La porti un bacione a Firenze,
che l'è la mia città
che in cuore ho sempre qui.
La porti un bacione a Firenze,
lavoro sol per rivederla un dì.
Son figlia d'emigrante,
per questo son distante,
lavoro perchè un giorno a casa tornerò.
La porti un bacione a Firenze:
se la rivedo e' glielo renderò.
Bella bambina! Le ho risposto allora.
Il tuo bacione a'ccasa porterò.
E per tranquillità sin da quest'ora,
in viaggio chiuso a chiave lo terrò.
Ma appena giunto a'ccasa te lo mgiuro,
il bacio verso i'ccielo andrà sicuro.
Io porto il tuo bacio a Firenze
che l'è la tua città
ed anche l'è di me.        

Io porto il tuo bacio a Firenze
nè mai, giammai potrò scordarmi te.
Sei figlia d'emigrante,
per questo sei distante,
ma stà sicura un giorno a'ccasa tornerai.
Io porto il tuo bacio a Firenze
e da Firenze tanti baci avrai.

L'è vera questa storia e se la un fosse
la può passar per vera sol perchè,
so bene e'lucciconi e quanta tosse
gli ha chi distante dalla Patria gli è.
Così ogni fiorentino ch'è lontano,
vedendoti partir ti dirà piano:
La porti un bacione a Firenze;
gli è tanto che un ci vò;
ci crede? Più un ci stò!

La porti un bacione a Firenze;
un vedo l'ora quando tornerò.
La nostra cittadina
graziosa e sì carina,
la ci ha tant'anni eppure la
un n'invecchia mai.
Io porto i bacioni a Firenze
di tutti i fiorentini che incontrai

SANTA LUCIA
Sul mare luccica
L'astro d'argento,
Placida è l'onda
Prospero è il vento;
Venite all'agile
Barchetta mia
Santa Lucia! Santa Lucia!  O suol beato,
Ove soridere,
Dove il creato,
Tu sei l'impero
Del armonia,
Santa Lucia, Santa Lucia!  

O SOLE MIO
Che bella cosa è na jurnata 'e sole,
n'aria serena doppo na tempesta!
Pe'll'aria fresca pare già na festa...
che bella cosa na jurnata 'e sole.
Ma n'atu sole
cchiù bello, oi ne',
'o sole mio
sta nfronte a te!
Lucèno 'e llastre d' 'a fenesta toja;
'na lavannara canta e se ne vanta
e pe' tramante torce, spanne e canta,
lùceno 'e llastre d' 'a fenesta toja.
Ma n'atu sole
cchiù bello, oi ne',
'o sole mio
sta nfronte a te!
Quanno fa notte e 'o sole se ne scenne,
me vene quase 'na malincunia:
sotto 'a fenesta toja restarria
quanno fa notte e 'o sole se ne scenne.

Ma n'atu sole
cchiù bello, oi ne',
'o sole mio
sta nfronte a te!

'O SURDATO 'NNAMMURATO
Staje luntana da stu core
e a te volo cu' 'o penziero:
niente voglio e niente spero
ca tenerte sempre affianco a me!
Si' sicura 'e chist'ammore
comm'i' so' sicuro 'e te...

Oje vita, oje vita mia,
oje core e' chistu core,
si' stata 'o primm'ammore:
'o primmo e ll'ultimo sarraje pe' me!

Quanta notte nun te veco,
nun te sento int'a sti braccia,
nun te vaso chesta faccia,
nun t'astregno forte mbraccia a me?
Ma scetannome 'a sti suonne,
mme faje chiagnere pe'te...

Oje vita, oje vita mia...

Scrive sempre 'e sta' cuntenta:
io nun penzo che a te sola:
nu penziero mme cunzola;
ca tu pienze sulamente a me...
'A cchiù bella 'e tutt' 'e belle
nun è maje cchiù bella 'e te!

Oje vita, oje vita mia...


 
 
 
 
 
 
Amici Miei

Quando ti prende la malinconia
Pensa che c’è qualcuno accanto a te.
Vivere non è sempre poesia,
Quante domande senza un perché !

Ma l’amicizia, sai, è una ricchezza,
è un tesoro che non finirà.
Metti da parte questa tua tristezza.
Canta con noi, la tristezza passerà.

AMICI MIEI
Sempre pronti a dar la mano
Da vicino e da lontano:
Questi son gli amici miei.

AMICI MIEI,
Pochi e veri amici miei.
Mai da soli in mezzo ai guai:
Questi son gli amici miei.

Quando ritorna la malinconia
Questa canzone canta insieme a noi.
La tua tristezza poi se ne andrà via
E scoprirai in noi gli amici tuoi.

A volte basta solo una parola
Detta ad un amico che è un po’ giù,
Fare un sorriso che in alto vola.
Torna la vita, di nuovo si va su.

AMICI MIEI
Sempre pronti a dar la mano
Da vicino e da lontano:
Questi son gli amici miei.

AMICI MIEI,
Pochi e veri amici miei.
Mai da soli in mezzo ai guai:
Questi son gli amici miei.
Questi son gli amici miei.

 
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